“Pietà” la diciottesima pellicola di Kim Ki-duk.
Kim Ki-duk è un outsider pieno di immaginazione e spirito, nonché un regista problematico che ha lottato con la “falsa coscienza”. Ha raccontato storie di alienazione, violenza, prostituzione, vendetta, espiazione, salvezza e sacrificio sotto i temi del capitalismo, della classe, del genere, dell’etnia, della religione, dell’amore e dei sogni. “Pieta” finge di affrontare il tema della maternità e dell’istinto a ritornare alla maternità, interrogandosi sulle possibilità di redenzione e salvezza in una moderna società capitalista piena di avidità. Ci sono state polemiche sulla qualità artistica e sull’estetica di “Pieta”, o se fosse un’opera rappresentativa del regista Kim. Tuttavia “Pieta” è un’opera che cattura la profonda angoscia della civiltà con un messaggio solenne e potente. Nella storia del cinema coreano, <Pieta> potrebbe essere l’unico film che affronta frontalmente la civiltà capitalista e condensa e incarna il significato di espiazione e sacrificio.
TRAMA
Lavorando per usurai, un uomo crudele (Lee Jung-Jin) riceve i soldi dai debitori in un modo o nell’altro. Un giorno, una donna misteriosa (Jo Min-Su) appare davanti a lui, scusandosi per aver gettato via lui tempo fa, insistendo sul fatto che lei è sua madre. Inizialmente diffidente, l’uomo si legherà alla sconosciuta.
Ma quando la donna scomparsa, un segreto brutale tra lui e lei si rivelano.
Sia gli uomini e le donne che non possono essere perdonati.
Abbi pietà